STORIA

DALLE MONACHE DEL QUATTROCENTO AGLI YOGI DEGLI ANNI ’60:

 

LO STRAORDINARIO VIAGGIO DELLA FATTORIA

 

Ricco di storia, dalla sua fondazione come convento intorno al XV secolo, all’aver ospitato leggendari ritiri di yoga dagli anni ’60 agli anni ’80, il nostro casale è sempre stato un rifugio dove trovare la calma e connettersi con la natura.

Nella nostra famiglia da quattro generazioni, viviamo ogni giorno con il ricordo della storia  particolare di questo luogo.

Già dal periodo rinascimentale, quando le monache dell’arte della lana vivevano e lavoravano qui, la fattoria è circondata da olivi che ricoprono le colline della zona fin dai tempi ancestrali e sono considerati il cuore dell’eccellenza toscana. All’epoca le suore, poi i contadini, condividevano la fattoria con gli animali, mucche, maiali e soprattutto le preziose pecore. Il calore degli animali, che saliva dal piano terra, permetteva di riscaldare il primo piano, dove vivevano gli abitanti.

Dopo essere stata un convento, quando il feudalesimo era molto diffuso in Italia, la fattoria fu assorbita in un dominio più ampio che comprendeva la maggior parte della collina dove ci troviamo ora. I potenti signori possedevano questa grande porzione di terra, che veniva curata dai contadini locali che, in cambio della protezione dei signori fornivano loro quote dell’olio, del vino, della carne, della lana e del grano che producevano.

Anche se fortunatamente i lunghi anni del feudalesimo sono lontani,  la proprietà, un tempo grande, è stata divisa in tante piccole frazioni indipendenti come la nostra, ma il paesaggio è rimasto relativamente immutato. E non è solo il panorama a resistere: ancora oggi, nei sentieri che attraversano la collina, si possono incontrare persone con gli stessi cognomi di allora.

DALLE MONACHE DEL QUATTROCENTO AGLI YOGI DEGLI ANNI ’60:

 

LO STRAORDINARIO VIAGGIO DELLA FATTORIA

Ricco di storia, dalla sua fondazione come convento intorno al XV secolo, all’aver ospitato leggendari ritiri di yoga dagli anni ’60 agli anni ’80, il nostro casale è sempre stato un rifugio dove trovare la calma e connettersi con la natura.

Nella nostra famiglia da quattro generazioni, viviamo ogni giorno con il ricordo della storia  particolare di questo luogo.

Già dal periodo rinascimentale, quando le monache dell’arte della lana vivevano e lavoravano qui, la fattoria è circondata da olivi che ricoprono le colline della zona fin dai tempi ancestrali e sono considerati il cuore dell’eccellenza toscana. All’epoca le suore, poi i contadini, condividevano la fattoria con gli animali, mucche, maiali e soprattutto le preziose pecore. Il calore degli animali, che saliva dal piano terra, permetteva di riscaldare il primo piano, dove vivevano gli abitanti.

Dopo essere stata un convento, quando il feudalesimo era molto diffuso in Italia, la fattoria fu assorbita in un dominio più ampio che comprendeva la maggior parte della collina dove ci troviamo ora. I potenti signori possedevano questa grande porzione di terra, che veniva curata dai contadini locali che, in cambio della protezione dei signori fornivano loro quote dell’olio, del vino, della carne, della lana e del grano che producevano.

Anche se fortunatamente i lunghi anni del feudalesimo sono lontani,  la proprietà, un tempo grande, è stata divisa in tante piccole frazioni indipendenti come la nostra, ma il paesaggio è rimasto relativamente immutato. E non è solo il panorama a resistere: ancora oggi, nei sentieri che attraversano la collina, si possono incontrare persone con gli stessi cognomi di allora.

LA FAMIGLIA PASSIGLI – SCARAVELLI

Nel 1931 Alberto Passigli, nostro bisnonno, acquistò la fattoria, insieme a gran parte delle altre fattorie circostanti. Alberto Passigli, fiorentino con un’apertura al mondo rara per l’epoca, era un imprenditore di inizio secolo che univa un grande senso degli affari alla passione per la cultura.

Fu uno dei fondatori del Maggio Musicale Fiorentino e ospitò grandi musicisti e compositori, nonché pensatori provenienti anche da orizzonti lontani, come Krishna Murti dall’India.

LA FAMIGLIA PASSIGLI – SCARAVELLI

Nel 1931 Alberto Passigli, nostro bisnonno, acquistò la fattoria, insieme a gran parte delle altre fattorie circostanti. Alberto Passigli, fiorentino con un’apertura al mondo rara per l’epoca, era un imprenditore di inizio secolo che univa un grande senso degli affari alla passione per la cultura.

Fu uno dei fondatori del Maggio Musicale Fiorentino e ospitò grandi musicisti e compositori, nonché pensatori provenienti anche da orizzonti lontani, come Krishna Murti dall’India.

VANDA SCARAVELLI PORTA LO YOGA SULLE COLLINE FIORENTINE

Fu così che Vanda Scaravelli, figlia di Alberto, crebbe in un ambiente culturale molto ricco. Pianista di talento, sposata con il filosofo Luigi Scaravelli, fu introdotta alle filosofie orientali e alla pratica dello yoga sotto la guida dei grandi guru del suo tempo (B.K.S. Iyengar, Krishnamurti, ecc.), che continuarono a venire regolarmente sulla collina. La fattoria si è poi animata con la presenza di molti discepoli provenienti da vari paesi.

VANDA SCARAVELLI PORTA LO YOGA SULLE COLLINE FIORENTINE

Fu così che Vanda Scaravelli, figlia di Alberto, crebbe in un ambiente culturale molto ricco. Pianista di talento, sposata con il filosofo Luigi Scaravelli, fu introdotta alle filosofie orientali e alla pratica dello yoga sotto la guida dei grandi guru del suo tempo (B.K.S. Iyengar, Krishnamurti, ecc.), che continuarono a venire regolarmente sulla collina. La fattoria si è poi animata con la presenza di molti discepoli provenienti da vari paesi.

LA VIA DI ALBERTO: LA SCELTA CONTRO I PRODOTTI DI SINTESI

Alberto Scaravelli, figlio di Vanda, ispirato da questa atmosfera, giovanissimo e in anticipo sui tempi, si appassiona allo yoga e agli ulivi. Anticonformista in modo semplice e naturale, lavorava nei campi accanto ai contadini dopo aver salutato il sole accanto ai guru. Grazie alle sue letture e agli studi sulle teorie d’avanguardia e all’esperienza ancestrale trasmessa dai suoi compagni di lavoro, Alberto capì che il metodo di produzione biologico era l’unico modo per raggiungere una vera sostenibilità. Quando i prodotti sintetici cominciarono ad entrare nel territorio italiano, Alberto fece la scelta di continuare la tradizione e di rifiutarne l’uso. Oggi sappiamo con certezza scientifica che la sua decisione fu decisiva. Grazie a lui, il terreno dell’azienda e la sua fonte d’acqua non sono mai stati contaminati da alcun prodotto di sintesi, in altre parole, siamo sempre stati produttori biologici. Alberto vedeva oltre, la sua aspirazione era vicina a quella che oggi chiamiamo permacultura.

LA VIA DI ALBERTO: LA SCELTA

CONTRO I PRODOTTI DI SINTESI

Alberto Scaravelli, figlio di Vanda, ispirato da questa atmosfera, giovanissimo e in anticipo sui tempi, si appassiona allo yoga e agli ulivi. Anticonformista in modo semplice e naturale, lavorava nei campi accanto ai contadini dopo aver salutato il sole accanto ai guru. Grazie alle sue letture e agli studi sulle teorie d’avanguardia e all’esperienza ancestrale trasmessa dai suoi compagni di lavoro, Alberto capì che il metodo di produzione biologico era l’unico modo per raggiungere una vera sostenibilità. Quando i prodotti sintetici cominciarono ad entrare nel territorio italiano, Alberto fece la scelta di continuare la tradizione e di rifiutarne l’uso. Oggi sappiamo con certezza scientifica che la sua decisione fu decisiva. Grazie a lui, il terreno dell’azienda e la sua fonte d’acqua non sono mai stati contaminati da alcun prodotto di sintesi, in altre parole, siamo sempre stati produttori biologici. Alberto vedeva oltre, la sua aspirazione era vicina a quella che oggi chiamiamo permacultura.

SEGUIRE IL SENTIERO

Figli di Alberto e Gabriella, noi Enrico e Dario, siamo a nostra volta cresciuti in questo clima unico. Fedeli alla visione di nostro padre, ci siamo impegnati a seguire le pratiche biologiche da lui messe in atto, con un occhio rivolto al progresso. Così, le nuove tecnologie di produzione e conservazione dell’olio d’oliva, hanno portato il nostro prodotto al più alto livello di qualità, riconosciuto da numerosi premi e pubblicazioni e utilizzato da famosi chef in Toscana e nel mondo.

SEGUIRE IL SENTIERO

Figli di Alberto e Gabriella, noi Enrico e Dario, siamo a nostra volta cresciuti in questo clima unico. Fedeli alla visione di nostro padre, ci siamo impegnati a seguire le pratiche biologiche da lui messe in atto, con un occhio rivolto al progresso. Così, le nuove tecnologie di produzione e conservazione dell’olio d’oliva, hanno portato il nostro prodotto al più alto livello di qualità, riconosciuto da numerosi premi e pubblicazioni e utilizzato da famosi chef in Toscana e nel mondo.

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